Ecco perché il nuoto diventa la terapia segreta per combattere ansia e depressione tra i giovani
Vi proponiamo oggi un articolo interessante, fonte Orizzonte scuola.it dove potete trovare il pubblicato
L’aumento esponenziale di disturbi d’ansia e depressione tra
bambini e adolescenti rappresenta una delle sfide sanitarie più urgenti del
nostro tempo.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità rileva che circa un
giovane su sette, nella fascia d’età compresa tra 10 e 19 anni, manifesta un
disturbo mentale. Una ricerca condotta tra il 2016 e il 2022 su 239.534 minori
di età compresa tra 3 e 17 anni, pubblicata su Infant and Child Development
(2025), documenta un incremento significativo: la prevalenza dell’ansia è
passata dal 6,9% al 10,6%, mentre quella della depressione dal 3,1% al 4,6%.
Le cause di questa escalation risultano multifattoriali:
isolamento sociale, uso eccessivo dei social media, pressione scolastica e
incertezza economica costituiscono i principali fattori scatenanti. Emerge
inoltre l’eco-ansia, ovvero la preoccupazione per i cambiamenti climatici che
influenza negativamente il benessere mentale dei giovani. “Se un evento
traumatico si verifica in uno snodo evolutivo – 7-8 anni di età nei bambini,
11-12 anni nei preadolescenti, 15-17 anni negli adolescenti – la naturale
crescita psicologica ha una battuta di arresto”
Attività fisica come terapia: il ruolo specifico del nuoto
nella cura dei disturbi dell’umore
Una ricerca pubblicata su JAMA Pediatrics (2025) dimostra
che l’esercizio fisico riduce significativamente i sintomi depressivi e ansiosi
nei bambini e adolescenti. Gli interventi di intensità moderata e durata
inferiore alle 12 settimane mostrano i maggiori benefici nel migliorare il
benessere psicologico nei giovani. Il nuoto, combinando attività aerobica e
resistenza, risulta particolarmente vantaggioso per il suo ambiente sociale
positivo che favorisce la salute mentale.
“L’ambiente acquatico svolge un ruolo calmante: riduce
l’attivazione fisiologica dello stress, promuove la regolazione emotiva e
migliora l’autostima nei bambini”, evidenzia la specialista. Dal punto di vista
motorio, uno studio pubblicato su International Journal of EnvironmentalResearch and Public Health (2024) conferma che la partecipazione precoce a
programmi di nuoto favorisce lo sviluppo delle abilità motorie globali e fini,
riducendo il rischio di ritardi nello sviluppo psicomotorio nei primi anni di
vita.
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